L’autonomia energetica in Veneto è un obiettivo sempre più centrale per il futuro del territorio, delle imprese e delle comunità locali. Il tema sarà al centro del convegno promosso da Community-CER il 23 aprile all’interno del Forum Duezerocinquezero, in programma al Centro culturale San Gaetano di Padova. L’appuntamento offrirà l’occasione per approfondire una questione che riguarda da vicino cittadini, amministrazioni e sistema produttivo: aumentare la produzione locale da fonti rinnovabili per ridurre il peso dei costi energetici, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e sostenere la competitività del Veneto. Iscriviti ora al convegno.
Massimo Bitonci: l’obiettivo è portare il fotovoltaico veneto a 5,8 GW entro il 2030
Massimo Bitonci, Assessore alle Imprese e al Commercio della Regione del Veneto, richiama un obiettivo molto chiaro: oggi il Veneto dispone di circa 1,7 gigawatt di potenza installata da fotovoltaico, ma entro il 2030 punta a raggiungere 5,8 gigawatt. Un traguardo ambizioso, che richiede scelte rapide, semplificazione amministrativa e una pianificazione capace di orientare gli investimenti nelle aree più adatte.
Quanto è importante per cittadini e imprese del territorio veneto il raggiungimento di un’autonomia energetica attraverso lo sviluppo di fonti di energie rinnovabili? Per il territorio: Tantissimo. Il raggiungimento di una maggiore indipendenza sul piano energetico è oggi un obiettivo centrale per il Veneto, perché non ha soltanto un valore ambientale. Ha anche una dimensione economica e strategica, perché incide direttamente sulla capacità del territorio di affrontare i rincari e le tensioni internazionali che continuano a influenzare il mercato dell’energia. Rafforzare la produzione locale significa infatti ridurre l’esposizione a dinamiche esterne e costruire basi più solide per lo sviluppo.
Autonomia energetica in Veneto e zone di accelerazione
Uno dei passaggi più importanti riguarda le zone di accelerazione che la Regione si prepara ad approvare. Si tratta di aree già urbanizzate o già compromesse, come tetti di capannoni, zone industriali, parcheggi, discariche, cave dismesse e sedimi autostradali. In questi contesti, le procedure per l’installazione di impianti saranno molto più snelle, con l’obiettivo di favorire una crescita più rapida delle rinnovabili.
La scelta della Regione è netta: sostenere l’espansione delle fonti rinnovabili senza nuovo consumo di suolo agricolo. Il nuovo Piano Energetico Regionale punta proprio a dare maggiore certezza agli operatori attraverso una mappatura delle aree idonee e una definizione più chiara delle condizioni favorevoli per investire in fotovoltaico, biomasse, geotermia e, guardando ai prossimi anni, anche idroelettrico. In questo quadro, l’autonomia energetica in Veneto passa anche attraverso una semplificazione concreta, capace di trasformare obiettivi politici e tecnici in opportunità reali per imprese e territori.
Autonomia energetica in Veneto e comunità energetiche: il ruolo di imprese, sindaci e ricerca
Un altro tassello decisivo riguarda le comunità energetiche rinnovabili, considerate uno strumento utile per accompagnare comuni, aziende e cittadini verso modelli più efficaci di autoproduzione e condivisione dell’energia. L’idea è che una diffusione più ampia di queste esperienze possa dare un impulso importante al raggiungimento degli obiettivi fissati al 2030.
L’autonomia energetica in Veneto si costruisce, quindi, non solo attraverso lo sviluppo di fonti rinnovabili e la realizzazione di nuovi impianti, ma anche con forme di collaborazione territoriale che aiutino a distribuire meglio benefici economici, risorse e opportunità. È una prospettiva che interessa da vicino il mondo delle imprese e quello delle amministrazioni locali, chiamati a confrontarsi con una trasformazione che riguarda insieme sviluppo, sostenibilità e innovazione.
Bitonci richiama anche un altro nodo strategico: il rapporto tra ricerca e impresa. Per troppo tempo, osserva, il mondo universitario e quello produttivo sono rimasti separati. Oggi invece serve creare connessioni più forti, capaci di mettere in relazione competenze, innovazione e bisogni concreti del sistema economico. Anche per questo il Forum Duezerocinquezero rappresenta uno spazio di confronto particolarmente utile.
Il futuro dell’energia in Veneto passa da Padova: segna il 23 aprile sul calendario

Il 23 aprile, al Centro culturale San Gaetano di Padova, il convegno di Community-CER offrirà quindi un momento importante per riflettere su come il raggiungimento dell’autonomia energetica in Veneto, attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili, possa diventare un obiettivo sempre più vicino. Partecipare significa entrare in un confronto attuale, dove rinnovabili, comunità energetiche, semplificazione e collaborazione tra ricerca e imprese si intrecciano con il futuro del territorio. L’evento potrà essere seguito sia in presenza sia in streaming (online).
Il convegno offrirà anche un’analisi approfondita dei temi più rilevanti per il settore dell’energia e della sostenibilità: dal Conto Termico 3.0 agli strumenti di incentivazione, dai modelli di finanziamento al crowdlending, fino ai percorsi di riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici.
L’iniziativa è rivolta a PMI, strutture sportive, alberghiere e scolastiche, PA, realtà del Terzo Settore, professionisti e operatori del settore. L’obiettivo è mettere a disposizione una vera e propria “cassetta degli attrezzi” per progettare, finanziare e realizzare interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico.
L’appuntamento è promosso da Community-CER e Fondazione Fenice, in collaborazione con Scaling SUPER-HEERO, Fondazione Ingegneri Padova e Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova. Sono previsti anche Crediti Formativi Professionali per gli Ingegneri e, a chiusura dei lavori, un lunch dedicato ai partecipanti.



